RECORD: Anon. 1884. [Review of Earthworms]. I Lombrici. La Pastorizia del Veneto 2 (25 December): 186-187.

REVISION HISTORY: Transcribed by Christine Chua and edited by John van Wyhe. 10.2021. RN1

NOTE: See the record for this item in the Freeman Bibliographical Database by entering its Identifier here. Darwin, C. R. 1882. La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro cosumi. Prima traduzione italiana col consenso dell'autore, del Michele Lessona. Turin: Unione Tipografico-Editrice.

 http://darwin-online.org.uk/converted/pdf/1882_Worms_Italian_F1407.pdf


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I LOMBRICI.

(C.) Lei pure, sig. lettore, passeggiando per un prato o peri viali del suo giardino, mentre fissava gli occhi a terra per osservare qualche fiore, o la vegetazione dell'erbe, oppure costretto a quella posizione del capo da qualche melanconico pensiero, s'avra accorto di certi conetti fabbricati con terra finissima passata come per un canello; e se li ha urtati col piede avra scorto nel mezzo un canaletto che li mette in comunicazione colle buche del suolo. Quei coni lettor mio, sono i rigetti dei lombrici dopo digerita nel loro corpo quella terra; quei conetti sono la manifestazione d'un immenso lavoro, d'una vita attivissima sotterranea, vita che si risolve in grandissimi vantaggi per l'uomo. II naturalista che più recentemente si è occupato dello studio dei lombrici fu lillustre inglese Darwin, che Lei, o lettore cortese, conoscerà per altre opere sue.

Ove Elia volesse dettagliatamente far conoscenza con questi animalucci, si procuri il bel libro del menzionato autore «La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici » poichè nel breve spazio concesso in questo giornale, ch'esce solo due volte al mese, e per l'indole sua puramente agricola, io non posso fare sui lombrici che qualche accenno per quei rapporti che questi hanno colla fecondità della terra.

l lombrici si cibano di foglie, e curiosissimo ed intelligente è il modo con cui s'imposeasano di queste e l'introducono nelle loro buche. Ma oltre a tanti avvanzi vegetali freschi ed in via di decomposizione, essi inghiottono una quantità di terra, la rendono finissima, intaccano i detriti rocciosi, li elaborano nel loro stomaco e poscia li rigettano insinuandoli ovunqne si presenti una cavità, e parecchie volte li portano alla superficie.

È facile lo immaginarsi quanto benefico torni questo lavoro continuo dei lombrici, poichè la terra da loro digesta, specie quando proviene da particelle lapidee o tolta da considerevoli profondità, rimette una parte non indifferente di quella fertilita sottratta dalle secolari e continue colture, mai dall'umana imprevidenza ed ignoranza adeguatamente restituita alla gran madre che indistintamente tutti gli esseri nutrisce ed alimenta'

L'associazione di piccole ma numerose forze è causa di effetti grandiosi; e percid, come fa osservato dal Darwin e da altri che lo precedettero in tale studio, i] seppellimento dei piccoli oggetti, l'affondarsi delle grandi pietre rimaste alla superficie, la formazione del terreno vegetale ove non esisteva, la conservazione di monumenti antichi sepolti dai rigetti dei lombrici, provano come questi abbiano una parte importante nella natura.

All'azione dei lombrici è dovuto in molta parte il denudamento della terra, vale a dire il trasporto della materia disintegrata a un livello più basso. Essi agevolano questo lavoro di denudamento in varii modi. Il terreno vegetale

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passano più volte per il corpo, si possono questi animali considerare i polverizzatori della terra, la quale dalle acque e dai venti viene trasportata formando nelle parti depresse i terreni alluvionali più fecondi, specie per i cereali e per i pascoli.

I lombrici contenendo nel loro stomaco degli acidi, coadiuvano nel suolo l'opera degli acidi generati nell' humus, per sciogliere il carbonato di calce, la selce ed altri detriti rocciosi a profitto delle piante. Il disagregamento continuo della sostanza rocciosa si effettua pure mediante gli agenti atmosferici, ma codesto lavoro utilissimo, è reso più efficace dai lombrici, i quali portano al contatto esterno un maggior numero di detriti. E dove nè l'aratro nè la vanga arriva, sono i lombrici che mantengono in gran parte quel po' di fertilità mercè cui le praterie danno annui prodotti senza ricever mai nulla; e non solo coi rigetti rendonsi utili alla vegetezione, ma anche colle numerose buche che aprono entro terra, ove poscia circola Varia e l'acqua.

Darwin dice; «che l'aratro è una delle pit antiche ed utili invenzioni dell'uomo, ma molto prima che esso esistesse, la terra era in fatti regolarmente arata, e continua ad essere arata dai lombrici o vermi di terra. »

I lombrici sone sparsi su tutta la superticie del globo. Nè il clima ardente del tropico, nè i cieli algenti della Scandinavia si oppongono al propagarsi di quest'utile vermiciattolo. Dove perd pare moltiplicarsi prodigiosamente, è nelle terre fertili, le quali si concimano abbondantemente, da cui una ragione di più per spargere letame in quantità nei nostri campi.

Lettore egregio, quando vedrà di quei poco estetici vermi, appartenenti agli esseri dall'organismo tanto basso, non abbia schifo, pensando alla grand'opera che compiono, ma le sia argomhento di adegno verso tanti altri esseri del più alto e perfetto organismo, i quali se confrontati all'umile lombrice, sono per effetto delle loro azioni e pensamenti tanto a lui inferiori.


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Citation: John van Wyhe, ed. 2002-. The Complete Work of Charles Darwin Online. (http://darwin-online.org.uk/)

File last updated 25 September, 2022